NEUROFISIOLOGIA DEL SEGNO
La teoria intralinguistica porta ad una particolare concezione del segno linguistico, necessaria per spiegare le proprietà degli anagrammi e delle parole incluse in altre parole, definiti segni intralinguistici. Tale concezione ha come spiegazione lo sviluppo del cervello animale lungo l’evoluzione, e la sua diversificazione in più reticoli nervosi cooperanti, da cui si differenzia il reticolo linguistico nella recente evoluzione umana.
La codificazione del segno comporta nelle aree visive e acustiche un controllo combinatorio del significante, e nelle altre aree quello combinatorio del significato. I due controlli combinatori differenziano le proprietà tipiche del segno intralinguistico da quelle del segno ordinario, e chiariscono come vengono portati a cooperazione, tramite il linguaggio, i diversi reticoli nervosi dell’evoluzione cerebrale.
La teoria della struttura neurofisiologica del segno permette di concettualizzare in modo nuovo l’origine della capacità linguistica nell’uomo e la sua funzione in entrambi gli emisferi. Il segno intralinguistico, per le sue proprietà di controllo non coscienti ma intenzionali, fornisce molte spiegazioni sulla cooperazione tra i diversi livelli evolutivi del cervello e sulla importanza dei processi semici elementari nella generazione del linguaggio.
Tali aspetti strutturali vertono, in generale, sulla funzione dell’anafora nel segno intralinguistico, che spiega la concertazione anaforica in poesia, assai più rilevante di quella del segno linguistico ordinario. Le reti anagrammatiche hanno come scopo il sostegno di questo complesso intreccio anaforico, e il coordinamento dei processi semici elementari che intervengono nella generazione del linguaggio.