LOGICA E MATEMATICA

Nel testo poetico breve l’anagramma risulta interpretabile come un operatore logico, che segmenta il significante in unità semiche binarie. La sequenza dell’enunciato esprime la successione delle relazioni e trasformazioni semiche binarie che sostengono lo sviluppo semantico del testo e le sue simbolizzazioni.

Se si descrive l’anagramma con la notazione permutativa, si può verificare anche se è un operatore binario tra permutazioni identiche e inverse; e se, inoltre, soddisfa all’operatore algebrico del prodotto permutativo, soddisfacendo ancora a proprietà binarie tra permutazioni identiche e inverse.

Il controllo articolatorio necessario al prodotto permutativo è il più complesso, perché avviene nel campo ordinale astratto, cioè tramite ordinamenti mentali, e interessa le linee di più anagrammi, vincolandole con identità. Esso è il maggior tipo di controllo ipotizzabile nei processi generativi, quando risulta coerente nello sviluppo semantico e simbolico del testo, ed è dimostrabile nel sonetto di Dante Tanto gentile, nell’Infinito di Leopardi e nel primo testo de Le città invisibili di Calvino.

Lo studio delle proprietà permutative è il più importante nella teoria intralinguistica, poiché getta un ponte tra poesia e matematica. Il controllo permutativo suggerisce che esiste un operatore mentale comune al controllo articolatorio naturale della lingua e a quello astratto dell’algebra, che fa da fondamento alla matematica; e quindi un legame tra la semantica naturale della poesia e l’astrazione matematica.